venerdì 27 marzo 2020

Ritrovato un pugnale di un soldato di epoca augustea

Riporto l'articolo di Repubblica del 5 marzo 2020, scritto da Francesco Consiglio.

LO scontro tra antichi romani e tribù germaniche riecheggia grazie ad uno straordinario ritrovamento avvenuto nella cittadina tedesca di Haltern am See, nei pressi di un’antica fortezza di confine. Durante degli scavi archeologici, lo stagista 19enne Nico Calmund ha scoperto un pugnale completo di fodero e cintura appartenuto ad un legionario romano, che dopo mesi di restauri si è dimostrato essere in condizioni eccezionali tanto da “sembrare nuovo”. Gli scavi sono avvenuti lo scorso aprile e sono stati portati avanti dagli archeologi della Westfalia-Lippe (Lwl) insieme all’Università di Treviri. Il pugnale era inizialmente irriconoscibile a causa dell’accumulo di detriti e dalla corrosione. Ma dopo nove mesi di accurati restauri, gli studiosi della Lwl si sono resi conto dell’importanza del ritrovamento: utilizzando una combinazione di avanzate tecniche di sabbiatura e pulitura, sono gradualmente tornati alla luce i colori originali del pugnale e del suo fodero, decorato con giochi geometrici, argento e intarsi. Lunga poco più di trenta centimetri, l’arma, chiamata all’epoca “pugio”, era legata ad una cintura con la sua custodia e veniva utilizzata dai soldati romani solamente in caso estremo, quando, nella furia del corpo a corpo, i fanti erano obbligati ad affidarsi alla sua maneggevolezza. Il pugio è anche associato alle cospirazioni e agli omicidi più famosi dell’antichità: a Roma il 15 marzo del 44 a.C., Giulio Cesare fu trafitto a morte dai senatori a colpi di pugnale. "La combinazione di lama, fodero e cintura perfettamente conservati”, ha spiegato l’archeologo di Lwl Michael Rind, insieme alle esatte informazioni sul luogo del ritrovamento, “non hanno confronti" con nessun altro ritrovamento. Quello che colpisce e fa discutere è infatti anche la posizione dove è stata ritrovata l’arma, scoperta nei pressi di un antico cimitero romano, all’interno di una fossa. I legionari solitamente non venivano sepolti insieme alle loro armi. Si trattava di un barbaro che combatteva nelle fila dell’esercito romano e che ha voluto essere sepolto con le proprie armi? O forse, ipotesi ancora più affascinante, il soldato è stato seppellito in fretta dopo una rovinosa battaglia?

Ed il fatto che l’arma ritrovata sembra venire proprio dall’epoca dell’imperatore Augusto (al potere fino al 14 d.C.), infittisce le trame. Gli oggetti ritrovati potrebbero appartenere proprio ad uno dei legionari dell’esercito di Publio Quintilio Varo che si sono scontrati contro le tribù germaniche guidate da Arminio. Nella foresta di Teutoburgo nel 9 d.C., i barbari tesero un’imboscata ai legionari ed inflissero una delle peggiori sconfitte della storia di Roma.  Giunta la notizia della disfatta, racconta Sventonio, Augusto perse il controllo, si lasciò crescere barba e capelli e considerò quell’amara sconfitta come un lutto. Mentre per Roma quel giorno significò la fine dell’espansione nel territorio dell’odierna Germania.


lunedì 3 febbraio 2020

Where was burned the body of Caesar? Where were collected his ashes?

Most of people knows that Caesar was killed in the curia of Pompey (nowadays the archeological area of Torre Argentina), but where did his body was burned? The roman historician Appiano says that it was burned in a spot of the Roman forum at the right, watching the Foca column, of Dioscuri temple. In that poin it was built, first an altar, later a temple in honor of Caesar.

  

Nowadays it remains only the external circular part of the temple with some remains of the altar. 


The legend says that the ashes were collected in a bronze globe that was put on the top of the obelisk that now is in S. Pietro square. Originally we know that this obelisk was into the "circus" of emperor Nero. However, no evidences of ashes were found into the globe.


The shows of naval battles (naumachiae)





The "naumachia" was one of the shows that Romans have organized to entertain the people. The show consisted in a naval battle. The first was organized by Julio Caesar in the 46 b.C., during the celebrations of his triumph. The event was taken in the "Campus Martius" in Rome, that was flooded by river Tevere.


In this battle there were used "biremi", "triremi" and "quadriremi" ships. There were about 2000 sailors fighters and 4000 rowers; these people were sentenced to death.
Years later, Augustus organized again the same event.
Emperor Claudius organized a naumachia in the lake Fucino.
These events were representations of historical battles, where each fleet represented a nation. Caesar recreated a battle between Egyptians and Phoenicians, while Augustus did the same with Athenians and Persians.
Maybe since Emperor Nero, Romans started to organize these events in the amphitheatre. For sure we know that Emperor Tito did one in the Colosseum.

Bibliography
  • A. M. Liberati, s. v. Naumachia Augusti, in E. Steinby (éd.), Lexicon topographicum urbis Romae
  • L. Cordischi, Note in margine di topografia romana: « Codeta, minor Codeta » e « Naumachia Caesaris »Bullettino della Commissione Archeologica comunale di Roma
  • J.-Cl. Golvin, L'amphithéâtre romain. Essai sur la théorisation de sa forme et de ses fonctions

venerdì 24 gennaio 2020

Tattoos of the roman soldiers

First, we have to say that the tattoos, called "stigmata" in Latin, were not good considered from wealthy and important roman citizens. In fact, tattoos were a characteristic of the barbarians. The only kind of roman citizens, not born as barbarian, that had tattoos was the soldier.
These soldiers were used to get tattooed "SPQR", the name of their legion, the symbol of their legion (see the post Military symbols ) or the name of their general officer. In the imperial age soldiers were used to get tattooed also the name of the Emperor.

Bibliography:

"Tatuaggio; dalle origini ai giorni d'oggi" di Andrea Palmeri

Military symbols of ancient Romans





Insigna: it was a sign distinguishing a company of the army. It was made by a pole with a drape, usually red, put on its final part. At the end of the pole there was a sculpture of an animal, representing the company. The animals used were topically ferocious ones, such as lion, panther or eagle.
The insigna was used to lead the soldiers, showing them where to move along  the battlefield.

The eagle: The eagle with the open wings and the right turned head was the symbol of the roman empire. It was carried by the soldier called "aquilifer", who had to defend it. He had to be ready to die rather than letting the enemy take it. In fact, the loss of the eagle was considered even worse than to lose the battle.


The vexillum: it was a red squared standard with inscribed the name or the symbol of the legion or of the cohort. The soldier who carried it was named vexillifer. The symbols of the legions and cohorts were usually the same kind of animals used for the insigna. Also the function of the vexillum was the same.


The signum: it was the standard of each manipolum (a unite made by 2 centuria) and each centuria (military unit of about 100 men). It was a pole with the final part decorated with a spearhead or a open hand. Along the pole there were, as decorations, garlands and metal discs; the number of the manipolum and the centuria; military decorations and other typical informations about the unit. The soldier who carried it was called signifer. The function of the signum was the same as the vexillum.


Immago: it was a representation of the Emperor, a sculpture or a high relief, carried by a soldier, the immaginifer. This was done to remember to the soldiers the link with the Emperor.


martedì 21 gennaio 2020

Strategie militari


Dall'alto, da sinistra verso destra:
  • Formazione a cuneo: le linee erano rafforzate nella parte centrale per sfondare lo schieramento nemico
  • Formazione a linea singola: l'unica linea veniva schierata con la finalità di accerchiare lo schieramento nemico
  • Formazione del centro debole: questo schieramento fu utilizzato durante la battaglia di Canne. Veniva lasciato di proposito il centro dello schieramento sguarnito, in modo da invitare il nemico ad attaccare per poi accerchiarlo. Richiedeva delle truppe di riserva per la parte centrale dello schieramento.
  • Tattica utilizzata a Zama: venivano lasciati dei corridoi tra un manipolo e l'altro per far passare, senza che causassero danni, gli elefanti da guerra nemici.
  •  Schieramento con l'ala destra rinforzata: le forze venivano concentrate nell'ala destra dello schieramento, con l'intento di sfondare l'ala sinistra nemica ed aggirare così la formazione nemica, attaccandola da due lati
  • Formazione con un lato protetto: schieramento che prevedeva l'utilizzo di una barriera naturale per proteggere un fianco. La fanteria leggera e la cavalleria erano schierate nel lato opposto.

lunedì 20 gennaio 2020

La "buona uscita" dei veterani della legione romana

Forse non tutti sanno che i veterani di una legione romana, al termine dei 20 anni di servizio, non ricevevano un diploma militare con i relativi privilegi, da parte della Repubblica e dell'impero romano. Unico beneficio concesso era quello relativo all'acquisizione della cittadinanza romana a titolo personale, nel caso non ne fosse già provvisto. A differenza dei veterani di altri corpi militari, non ricevevano né alcuna somma di denaro, né acquisirono la cittadinanza romana per i loro familiari, né ricevevano il diritto di sposarsi con donne straniere. Infatti i premi assegnati a questi veterani (appezzamenti di terreno e somme di denaro) venivano elargiti direttamente dal generale, a discapito delle proprie ricchezze personali.
Ma quali erano le ragioni che portano a negare questi vantaggi a questi veterani delle legioni ufficiali?
Fino al primo secolo d.C. potevano essere 2:

  • La volontà di far tornare in patria i soldati aventi la cittadinanza  romana.
  • Evitare che i legionari si affezionassero alle province in cui erano stanziati, preferendo costruire una famiglia con donne straniere dai costumi diversi da quelli romani.
Per i secoli successivi, rimane valida solo la seconda delle due ragioni descritte; infatti, in questo periodo storico i legionari venivano arruolati direttamente in loco.

ALCUNE ECCEZIONI 
  • I primi veterani delle legioni I e II Adriutices formate da Nerone per fronteggiare le rivolte del 68 d.C.  
  • I veterani della legione XXII Deioteriana,  sotto Domiziano, e coinvolta nella prima guerra giudaica 
  • Alcuni veterani della legione X Fretensis, sotto Domiziano e coinvolta nella prima guerra giudaica 

Fonti: 
A. Degrassi, il papiro 1026 della Società italiana e i diplomi militari romani

W. Seston, Les veterans sans diplomes 

F. Castagnino, tesi di dottorato in diritto romano e storia del diritto presso l'università degli studi di Milano "I milites e i veterani: condizione giuridica e privilegi nell'età del principato"