lunedì 6 febbraio 2023

GLI ARCIERI DELL'ESERCITO ROMANO

 Gli arcieri facevano parte delle truppe ausiliarie dell’esercito romano ed, in quanto tali, non erano formate da cittadini romani, ma provenivano dai territori occupati da Roma. Ai tempi di Cesare, per esempio, erano Cretesi, mentre successivamente provenivano dall'Asia minore. Gli arcieri erano raggruppati in piccole unità, facili da spostare sul campo di battaglia. Questi soldati combattevano con archi compositi realizzati con legno, ossa, corno e tendini; erano forti, potenti e elastici. Contro nemici non armati usavano frecce a testa larga per massimizzare i danni; per affrontare le truppe corazzate usavano invece frecce più strette e appuntite, in grado di perforare le armature. La gittata massima disponibile era in media di circa 200 metri.

A seconda del comandante della situazione questo corpo ausiliario veniva utilizzato in modi diversi. Sotto Cesare era utilizzato prevalentemente per proteggere il resto dell'esercito; sotto Vespasiano ebbero un ruolo più offensivo.

Fonte: Articolo di Crono News e saggistica sull'esercito romano 

GLI ANTICHI ROMANI E I CINESI

 Gli antichi romani iniziarono ad entrare in contatto con i cinesi in modo indiretto, tramite la via commerciale detta “via della seta" a partire dal II secolo a.C.. Successivamente, nel 130 a.C., ci fu un’ambasciata da parte di Zhang Quian, per conto dell'imperatore Han Wudi. Questa prima missione diplomatica arrivò, tuttavia, solo fino all'Asia minore. 

Per avere un primo vero e proprio contatto tra i Cinesi e Roma dobbiamo aspettare l’imperatore Ottaviano Augusto.  Durante questo periodo (27 a.C-14 d.C.) ci furono i primi emissari cinesi a Roma. 

Nel 166 ci fu la prima ambasciata romana in Cina, probabilmente sotto Marc'Aurelio.

È interessante notare come nel resoconto di una vittoria del generale cinese Cheng Tang contro gli Unni nel 35 a.C. si parli di mercenari, in forza agli Unni, di altra etnia e aventi una strategia di combattimento complessa “a scaglie". Si ipotizza che questi soldati possano essere stati legionari romani superstiti della battaglia persa da Crasso a Carre. Ipotesi che sembrerebbe essere avvalorata dal risultato della ricerca genetica svolta nel 2005 nel villaggio cinese di Li-jien da Nina Strochlic. La ricerca evidenzia come gli abitanti attuali abbiano il 56% del loro DNA di origine caucasica.


venerdì 2 dicembre 2022

The food of the legionnaires



In standard conditions, a legionnaire was able to receive a good amount of quality food; this was necessary to maintain the soldiers in good health, to be ready to afford the war fatigues.

Here it is the detail of the kind of food that they ate:

1) 1350 g (3 lb) of wheat 

2) 900 g (2 lb) of meat

3) 1 liter (34 oz) of "posca" (water and vinegar)

4) 70 ml (2 oz) of oil

5) 60 ml (2 oz) of cheese 

6) fruits and vegetables (not able to quantify)


The total amount of Kcal provided by this food was 5400, that was enough to afford the daily consumption of 5250 Kcal, used for complete the legionnaires daily duties. 


Bibliography: Infografica della Roma antica di Guillerat e Scheid

giovedì 1 dicembre 2022

Il cibo dei legionari

In condizioni ottimali i legionari ricevevano una buona quantità di cibo di qualità; questo per permettere loro di essere sempre in ottima forma fisica per affrontare al meglio le fatiche della guerra.

Ecco più nello specifico l'elenco, secondo quanto riportato dagli storici, del cibo giornaliero di cui potevano godere:

1) 1350 g di grano

2) 900 g di carne

3) 1 litro di posca (acqua e aceto)

4) 70 ml di olio di oliva 

5) 60 ml di formaggio

6) frutta e verdura (non quantificata)

Tutto questo cibo forniva nel complesso 5400 Kcal circa, a fronte di un consumo giornaliero di circa 5250 Kcal per svolgere i compiti ordinari giornalieri di un legionario (escluso il combattimento con il nemico, quindi)


FONTE: Infografica della Roma antica di Guillerat e Scheid

lunedì 17 gennaio 2022

La piastrina di un Primo Pilo della legione XIIII Gemina

 Nel museo nazionale di Portogruaro (Venezia) è custodito un titolus, ovvero una piastrina in piombo riportante i dati identificativi di un soldato. In questo caso recita:"Muciani primi pilaris legionis XIIII Gemina" che tradotto: "Muciano, Primo Pilo della Legione XIIII Gemina"

Il Primo Pilo era quel soldato che ricopriva la carica di "Capo Centurione" di una legione. Gli storici dibattono ancora se debba essere considerato o meno come un ufficiale (inteso in senso moderno) della legione.

giovedì 5 novembre 2020

Military propaganda in Caesar's coins

Coins were very often used as propaganda instruments in ancient Roman times.
Here there are the main coins that Caesar created with the military propaganda proposal.



This coin represents the military equipment of the Gauls, and the word "Caesar" under it. On the other side there is the head of Venus. With this coin Caesar celebrates the first wins against the Gauls.

This coin shows on the left the main instruments of the Pontefix (an high priestly office) such as the axe. On the other side of the coin there are symbols of the fortune tellers and laurel crown. The crown was put there to celebrate the win against the king of Pontus (Turkey).



This coin represents on one side the head of the chief of the Gauls Vercingetorix; on the other side there is a gallic warrior on a chariot. This coin were created to celebrate the win of the war against the Gauls.



This coin represents on one side an elephant that steps on a snake. On the other side there are the symbols of the Pontefix Maximus (the highest priestley office). With this coin Caesar asserts his supremacy over his enemies at the beginning of the civil war.

lunedì 2 novembre 2020

Le monete a tema militare di Cesare

 Cesare fece ampio uso dello strumento della propaganda, anche utilizzando lo strumento delle monete, soprattutto, ma non solo in ambito militare. Vediamo le 3 principali:

Moneta con Venere al dritto e spoglie di guerrieri galli al rovescio. Moneta coniata durante le guerre galliche.


Moneta rappresentante al dritto i simboli del pontificato e al rovescio simboli della carica di Augure e corona dall'alloro per indicare la vittoria contro il Re del Ponto. Oltre a celebrare la vittoria militare, celebrava anche la sua elezione alla carica di Pontefice e di Augure.



Moneta che rappresenta la lotta politica durante la guerra civile con Pompeo e i suoi alleati. Al dritto un elefante schiaccia un serpente; al rovescio simboli pontificali e sacerdotali.



Moneta rappresentante al dritto Vercingetorige e il trionfo di Cesare al rovescio. Moneta coniata per celebrare il trionfo di Cesare in seguito alla conquista della Gallia