mercoledì 8 aprile 2020

The height of roman soldiers

The ideal height for a Roman soldier was 1 meter and 77 centimetres (5,8 feet); to be a member of the first cohort the legionnaires had to be minimum 1 meter and 72 centimetres (5,6 feet), according to the ancient historician Vegezio.
These rules were not strictly applied,  in fact historical documents of the fourth century show that in the chosen units of the Roman army there were soldier even 1 meter and 65 centimetres tall (5,4 feet). In Pompei archeologists found a soldier who was 1 meter and 70 centimetres tall (5,6 feet).
Historical sources tell us that all the soldiers in the Nero's Legio I Italica were at least 1 meter and 77 centimetres tall (5,8 feet).
Noteworthy is the discovery of a soldier, perhaps enlisted among the people of the Frisi, who was 1 meter and 90 centimetres tall. (6,2 feet).

Bibliography: The Roman army by Chris McNab

L'esercito romano di eta' regia

L'esercito romano delle origini era un esercito di opliti, che combatteva in falangi.
I romani appresero questo tipo di tattica militare dagli Etruschi circa nel nella metà del 500 a.C.. L'arruolamento avveniva sulla base di un censimento che considerava anche lo status economico dei cittadini, dato che in questa epoca i soldati non ricevevano alcun tipo di pagamento. Le persone più abbienti venivano reclutate come opliti, mentre gli altri combattevano probabilmente come fanteria leggera. La falange romana era costituita da 40 centurie di opliti (4000 uomini) più un numero non ben precisato di fanti leggeri. Nel corso del V secolo a.C., la falange romana si trasformò in un esercito formato da 60 centurie formate da cittadini divisi in tre classi di censo differenti. Durante questo periodo e più precisamente durante la guerra contro la città di Veio, venne anche introdotta la prima forma di pagamento ai soldati.
Vediamo ora come era organizzata la cavalleria; la prima vera e propria forza di cavalleria risale al 400 a.C. circa. Era costituita da volontari che servivano nell'esercito con il cavallo di loro proprietà. Probabilmente questi cavalieri erano cittadini importanti che provenivano tutti dalle "sex suffragia", una classe politica più che militare. La fornitura dei cavalli da parte dello Stato, cosa che permise di raggiungere un numero di 1800 cavalieri, avvenne solo nel corso del IV secolo a.C.

Fonte: L'esercito di Roma di Chris McNab

giovedì 2 aprile 2020

L'altezza dei soldati romani

La statura ideale per un legionario romano era di 1 metro e 77 centimetri e per i membri della prima coorte si doveva essere alti almeno 1 metro e 72 (Vegezio, De re militari).
Ovviamente la realtà dei fatti era un po' diversa, infatti documenti storici del quarto secolo mostrano come nelle unità scelte dell'esercito romano ci fossero soldati alti anche 1 metro e 65. A Pompei è stato ritrovato un legionario la cui statura era di 1 metro e 70.
Altre fonti storiche, invece, ci tramandano il fatto che tutti i soldati della Legio I Italica di Nerone fossero alti almeno 1 metro e 77.
Degno di nota è il ritrovamento di un soldato, forse arruolato tra il popolo dei Frisi, nel forte di Velsen (Olanda). Questa persona era alta ben 1 metro e 90.

Fonte: L'esercito di Roma scritto da Chris McNab

mercoledì 1 aprile 2020

Evoluzione (semplificata) dell'equipaggiamento della fanteria pesante romana

Nel corso dei vari secoli di dominio l'esercito romano ha mutato l'equipaggiamento ai suoi soldati. Vediamo, per la fanteria pesante, quali sono state le tappe principali di quest'evoluzione.

ETÀ REGIA

In età regia, l'esercito romano era un esercito di opliti; i soldati erano forniti di grosso scudo rotondo, un pettorale di bronzo, due schinieri, una lunga asta, una spada e un semplice elmo protettivo.

ETÀ REPUBBLICANA


In età repubblicana, invece, la fanteria pesante era divisa in Astati, Principi e Triari. Tutte e tre le tipologie di soldati erano forniti di un elmo con paraguance. Le prime due tipologie, a sinistra nell'immagine un astato, erano equipaggiati con scudo ovale, gladio, pettorale di bronzo e due tipologie di giavellotti, uno più pesante e uno più leggero. La figura centrale, un triario, si differenziava per indossare una lorica hamata (cotta di maglia), e per avere l'asta tipica degli opliti, al posto dei giavellotti.

ETÀ IMPERIALE 

In età imperiale la fanteria pesante era equipaggiata con 3 tipi di corazze (lorica hamata, lorica segmentata, lorica squamata), uno scudo a forma rettangolare, un elmo con paraguance, para nuca e para fronte, balteus (cintura decorata con borchie di bronzo), il gladio, il pugio (pugnale), il pilum (giavellotto) e le calighe (i sandali chiodati).


ETÀ TARDO IMPERIALE 


In età tardo imperiale la fanteria aveva perso importanza rispetto a quella che aveva avuto in precedenza. Questi soldati tornano ad essere equipaggiati con uno scudo ovale, mantengono il pilum e il gladio, mentre l'utilizzo delle loriche e dell'olmo viene molto limitato.


Fonte: L'esercito di Roma di Chris McNab


venerdì 27 marzo 2020

Ritrovato un pugnale di un soldato di epoca augustea

Riporto l'articolo di Repubblica del 5 marzo 2020, scritto da Francesco Consiglio.

LO scontro tra antichi romani e tribù germaniche riecheggia grazie ad uno straordinario ritrovamento avvenuto nella cittadina tedesca di Haltern am See, nei pressi di un’antica fortezza di confine. Durante degli scavi archeologici, lo stagista 19enne Nico Calmund ha scoperto un pugnale completo di fodero e cintura appartenuto ad un legionario romano, che dopo mesi di restauri si è dimostrato essere in condizioni eccezionali tanto da “sembrare nuovo”. Gli scavi sono avvenuti lo scorso aprile e sono stati portati avanti dagli archeologi della Westfalia-Lippe (Lwl) insieme all’Università di Treviri. Il pugnale era inizialmente irriconoscibile a causa dell’accumulo di detriti e dalla corrosione. Ma dopo nove mesi di accurati restauri, gli studiosi della Lwl si sono resi conto dell’importanza del ritrovamento: utilizzando una combinazione di avanzate tecniche di sabbiatura e pulitura, sono gradualmente tornati alla luce i colori originali del pugnale e del suo fodero, decorato con giochi geometrici, argento e intarsi. Lunga poco più di trenta centimetri, l’arma, chiamata all’epoca “pugio”, era legata ad una cintura con la sua custodia e veniva utilizzata dai soldati romani solamente in caso estremo, quando, nella furia del corpo a corpo, i fanti erano obbligati ad affidarsi alla sua maneggevolezza. Il pugio è anche associato alle cospirazioni e agli omicidi più famosi dell’antichità: a Roma il 15 marzo del 44 a.C., Giulio Cesare fu trafitto a morte dai senatori a colpi di pugnale. "La combinazione di lama, fodero e cintura perfettamente conservati”, ha spiegato l’archeologo di Lwl Michael Rind, insieme alle esatte informazioni sul luogo del ritrovamento, “non hanno confronti" con nessun altro ritrovamento. Quello che colpisce e fa discutere è infatti anche la posizione dove è stata ritrovata l’arma, scoperta nei pressi di un antico cimitero romano, all’interno di una fossa. I legionari solitamente non venivano sepolti insieme alle loro armi. Si trattava di un barbaro che combatteva nelle fila dell’esercito romano e che ha voluto essere sepolto con le proprie armi? O forse, ipotesi ancora più affascinante, il soldato è stato seppellito in fretta dopo una rovinosa battaglia?

Ed il fatto che l’arma ritrovata sembra venire proprio dall’epoca dell’imperatore Augusto (al potere fino al 14 d.C.), infittisce le trame. Gli oggetti ritrovati potrebbero appartenere proprio ad uno dei legionari dell’esercito di Publio Quintilio Varo che si sono scontrati contro le tribù germaniche guidate da Arminio. Nella foresta di Teutoburgo nel 9 d.C., i barbari tesero un’imboscata ai legionari ed inflissero una delle peggiori sconfitte della storia di Roma.  Giunta la notizia della disfatta, racconta Sventonio, Augusto perse il controllo, si lasciò crescere barba e capelli e considerò quell’amara sconfitta come un lutto. Mentre per Roma quel giorno significò la fine dell’espansione nel territorio dell’odierna Germania.


lunedì 3 febbraio 2020

Where was burned the body of Caesar? Where were collected his ashes?

Most of people knows that Caesar was killed in the curia of Pompey (nowadays the archeological area of Torre Argentina), but where did his body was burned? The roman historician Appiano says that it was burned in a spot of the Roman forum at the right, watching the Foca column, of Dioscuri temple. In that poin it was built, first an altar, later a temple in honor of Caesar.

  

Nowadays it remains only the external circular part of the temple with some remains of the altar. 


The legend says that the ashes were collected in a bronze globe that was put on the top of the obelisk that now is in S. Pietro square. Originally we know that this obelisk was into the "circus" of emperor Nero. However, no evidences of ashes were found into the globe.


The shows of naval battles (naumachiae)





The "naumachia" was one of the shows that Romans have organized to entertain the people. The show consisted in a naval battle. The first was organized by Julio Caesar in the 46 b.C., during the celebrations of his triumph. The event was taken in the "Campus Martius" in Rome, that was flooded by river Tevere.


In this battle there were used "biremi", "triremi" and "quadriremi" ships. There were about 2000 sailors fighters and 4000 rowers; these people were sentenced to death.
Years later, Augustus organized again the same event.
Emperor Claudius organized a naumachia in the lake Fucino.
These events were representations of historical battles, where each fleet represented a nation. Caesar recreated a battle between Egyptians and Phoenicians, while Augustus did the same with Athenians and Persians.
Maybe since Emperor Nero, Romans started to organize these events in the amphitheatre. For sure we know that Emperor Tito did one in the Colosseum.

Bibliography
  • A. M. Liberati, s. v. Naumachia Augusti, in E. Steinby (éd.), Lexicon topographicum urbis Romae
  • L. Cordischi, Note in margine di topografia romana: « Codeta, minor Codeta » e « Naumachia Caesaris », Bullettino della Commissione Archeologica comunale di Roma
  • J.-Cl. Golvin, L'amphithéâtre romain. Essai sur la théorisation de sa forme et de ses fonctions