venerdì 29 agosto 2025

IPOTETICA STORIA DI UN LEGIONARIO ROMANO

In questo post si vuole provare a ricostruire una ipotetica storia di un legionario romano. La storia è chiaramente inventata, ma i riferimenti storici citati sono corretti.

"Marco Massimo nasce a Maediolanum nell’anno 68 a.C., da una famiglia (la gens Grohovana) di mercanti di manufatti in lana di buona reputazione. Fin da giovane era di statura eccezionale: mentre gli altri mediolanesi erano di corporatura più minuta, egli si distingueva per la sua altezza straordinaria, e fu giudicato degnissimo di portare lo scudo e soprattutto gli stendardi militari. La svolta arrivò nel 49 a.C., quando Giulio Cesare con nuove leggi concesse ai Mediolanesi la cittadinanza romana; Massimo ricevette insieme agli altri questo privilegio. Subito corse ad arruolarsi ed entrò nella Legione II Gallica, dove, dopo aver trascorso il canonico periodo da recluta, iniziò a portare l’insegna della coorte. Prese parte alla guerra civile tra Cesare e Pompeo, parteggiando per il primo. Nel suo ruolo di Signifer, durante la battaglia di Durazzo (48 a.C.) compì un gesto eroico. Infatti, mentre i nemici assalivano con grande impeto le fortificazioni dei Romani, un suo commilitone, gravemente ferito, giaceva a terra. Massimo ricevette il segnale di far rientrare la propria coorte all'interno delle fortificazioni. Un istante prima di ritirarsi, tenendo solo il proprio vessillo, sotto il più aspro combattimento, sollevò sulle spalle il compagno guiando così la ritirata. Per questo atto ricevette la corona civica, un onore rarissimo che non veniva concesso se non a chi avesse salvato la vita di un cittadino romano. Nello stesso anno partecipò alla battaglia di Farsalo (48 a.C.), dove Pompeo Magno fu sconfitto. Da allora combatté in molte guerre al fianco di Cesare. Durante quella campagna, nelle regioni dell’Illiria, conobbe una giovane donna di grande bellezza e virtù, che dopo la vittoria condusse con sé a Mediolanum e prese in moglie. Dopo l’uccisione di Cesare, mentre la repubblica cadeva nella discordia, Massimo rimase fedele alla memoria del dittatore e si unì a Ottaviano Augusto. Nella battaglia di Filippi (42 a.C.) combatté con grande valore, guidando la sua legione alla vittoria. Per la sua virtù e per la costanza dimostrata nelle armi, fu promosso al grado più alto che un soldato potesse raggiungere: divenne Centurione Primo Pilo, dignità alla quale nessuno nella legione poteva aspirare, se non appartenendo all’ordine senatorio. Infine, terminata la guerra e ristabilita la pace, Augusto lo congedò con grande onore e gli donò terreni nei pressi di Mediolanum. Qui Massimo costruì una splendida villa, accolse la sua sposa illirica e trascorse il resto della vita tra le occupazioni agricole e il rispetto dei concittadini. Fu un cittadino stimato, valoroso portatore d’insegne e illustre primipilo, la cui memoria rimase a lungo viva tra i Mediolanesi.