sabato 1 novembre 2008

LE NAVI ROMANE

Le navi facenti parte della marina romana si dividono in due categorie, naves longae e naves ceterae. Le prime per la guerra propriamente detta, le altre erano navi da trasporto e da carico. Sostanzialmente le navi da guerra romane erano delle versioni aggiornate e riviste delle navi greche, dunque biremi e triremi (ma anche modelli più grandi) con l'aggiunta di invenzioni tutte capitoline come il corvo e il rostro.

Bireme
: Conosciuta fin dal V secolo a.C., la bireme subì nel corso del tempo poche modifiche. Era (a seconda delle epoche) lunga circa 23/24 metri e larga poco più di 3, con due file di rematori seduti sulla stessa panca. Aveva una vela di forma quadrata e riusciva a raggiungere discrete velocità grazie al peso e alle dimensioni contenute. Discretamente diffusa nell'antichità, fu però presto soppiantata dalla più funzionale e completa trireme.

Trireme: Le triremi costituivano la vera "spina dorsale" della marina romana. Veloce e agile, molto manovrabile, la trireme fu l'imbarcazione da guerra più diffusa nel Mediterraneo fino al Medioevo. Lunga fino a oltre 40 metri era larga poco più di 6, dimensioni che garantivano anche lo spazio per posizionarvi armi da campo riadattate o semplicemente fissate sul ponte del nave, e una centuria (80 uomini) di fanti di marina. Sotto al tavolato del ponte, in condizioni molto precarie (ma mai quanto gli schiavi adibiti alla pulizia delle cloache o a quelli che lavoravano alle fornaci sotto le terme), remavano i vogatori (fino a 170) disposti su tre livelli sovrapposti.

Quadrireme e quinquireme
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La quadrireme e la quinquireme erano due navi simili per dimensioni (48 metri di lunghezza per 8 di larghezza ed un pescaggio di 1 metro circa per la prima, poco di più per la seconda), erano le corazzate dell'epoca. Montavano due corvi (uno a prua l'altro a poppa), diverse armi da assedio sul ponte (baliste e piccoli onagri) e una o due vere e proprie torri in legno sul ponte, per permettere agli arceri di tirare da posizione rialzata (e quindi vantaggiosa).

La quadrireme aveva 240 vogatori, 15 marinai e 120 fanti di marina in armatura. La quinquireme portava sottocoperta 300 vogatori, con 50 marinai e 120 fanti.

Esareme: Vi erano anche navi che trasportavano lo Stato Maggiore dell'esercito, quindi ammiraglio e alti ufficiali, che non prendevano però parte agli scontri (se non in rari casi); avevano per lo più la funzione di deterrente per impressionare il nemico. Nonostante la funzione probabilmente "dimostrativa" era comunque armata di tutto punto ed imponente per dimensioni.

Si ipotizza anche l'esistenza di decireme ma le fonti sono ancora da verificare e confutare con eventuali riscontri archeologici.

Liburna: La liburna prende il nome dal popolo dei Liburni (pirati della Dalmazia). Era una nave di medie dimensioni ma aveva il vantaggio di essere stretta, veloce e molto manovrabile; adatta agli inseguimenti, al supporto logistico e al rapido trasporto di truppe. Fu infatti impiegata molto nelle flottiglie fluviali sul limes del Reno, del Danubio e nella caccia ai pirati dell'Adriatico.